Conoscere il mare per amarlo e rispettarlo

15 giugno 2018

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conferenza stampa centro velico caprera Triennale di Milano

Valori, propositi e ambizioni

 

Scandiscono il dialogo sul futuro del Centro Velico Caprera, la più importante scuola di vela del Mediterraneo. In occasione dell’incontro “Conoscere il mare, per
amarlo e rispettarlo”, tenutosi oggi alla Triennale di Milano, il Centro Velico Caprera invita a riflettere
sull’importanza della conoscenza dell’ambiente in cui navighiamo, sul rispetto che bisogna averne, sul ruolo del
singolo individuo e della collettività come punti cardine per costruire una cultura sostenibile.
Con questo appuntamento, il Centro Velico Caprera rinnova il proprio impegno nei confronti dell’uomo e
dell’ambiente, proponendo un innovativo approccio culturale che sia in grado di preservare lo straordinario
territorio in cui è inserito, l’Arcipelago di La Maddalena, e valorizzare una collettività sempre più ampia e non
necessariamente esperta di arte marinara.
Nella convinzione che la navigazione sia uno stile di vita, fuori e dentro l’acqua, il Centro Velico Caprera con i
suoi progetti e attività rappresenta un patrimonio a disposizione della collettività. Grazie al suo approccio
ecosostenibile, infatti, già contribuisce alla conservazione dell’originaria naturalità dell’Isola di Caprera e delle
sue acque, ricche di biodiversità marina, ma oggi con questo nuovo progetto ne diventa parte integrante e
contribuisce ad aumentare la cultura del mare.

Triennale di Milano conferenza stampa ccentro velico caprera
A confrontarsi su questi temi, con l’intento di condividere alcune best practices per migliorare la vita marina
sono Paolo Martano, Presidente del Centro Velico Caprera, Riccardo Bonadeo, Commodoro dello Yacht Club
Costa Smeralda e Vice Presidente One Ocean Foundation, Enrico Bertacchi, Segretario Generale del Centro
Velico Caprera, Lidia De Bernardi, partner del progetto Clean Sea Life e Stefano Nannarelli, naturalista.
“Il Centro Velico Caprera che ho l’onore di rappresentare da tre anni è tradizionalmente sempre stato attento
all’ambiente che ci circonda. Le nostre abitudini di vita alla base di Caprera sono evolute negli anni proprio per
garantire qualità e minimizzare impatti inquinanti nel parco di La Maddalena,” così introduce l’incontro Paolo
Martano, che prosegue “Con l’introduzione del nuovo corso vogliamo rendere disponibile un modo nuovo di
concepire la navigazione e di percepire il mare. Il nostro obiettivo è quello di fornire elementi di conoscenza
innovativi, frutto dell’esperienza di tanti anni di un nostro biologo naturalista, che possano entusiasmare i nostri
allievi e renderli maggiormente partecipi dei problemi dei nostri mari. Crediamo fermamente che così facendo la
cultura del mare possa accelerare la diffusione del messaggio di attenzione e rispetto che meritano ambienti
oggi tanto minacciati. Ne è una prova la presenza con noi oggi due progetti in prima linea nella lotta agli
inquinanti marini: One Ocean Foundation e CleanSeaLife”.

Il Centro Velico Caprera ha avviato negli ultimi 12 mesi importanti iniziative di cooperazione con One Ocean
Foundation, la piattaforma internazionale promossa dal Presidente dello Yacht Club Costa Smeralda,
Principessa Zahra Aga Khan ed oggi rappresentata dal suo Vice Presidente il Commodoro dello YCCS
Riccardo Bonadeo che dichiara: "Tengo in modo particolare alla collaborazione reciproca che si è instaurata
con il Centro Velico Caprera per molteplici ragioni. Le storie del Centro Velico Caprera e dello Yacht Club Costa
Smeralda sono parallele e con tante similitudini, entrambi siamo nati nel 1967 in Sardegna, abbiamo festeggiato
i 50 anni l'anno scorso, entrambi con l'intento di affrontare i prossimi 50 restituendo a un mare oggi in pericolo
quanto ci ha offerto sinora. La nostra Fondazione One Ocean è a disposizione del Centro Velico Caprera per
collaborare attivamente. Non è necessario che mi dilunghi sull'eccellenza del Centro Velico Caprera, né sui tanti
amici in comune, ma tengo a sottolineare come la mia personale storia velica, assiema a mia moglie Sciaké,
abbia avuto inizio proprio con un corso di vela a Caprera nei primi anni '70".
Da pochi mesi anche il progetto Clean Sea Life, co-finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma
Life, punta a sensibilizzare con azioni concrete varie categorie di popolazione del mare. Subacquei, pescatori
professionali, pescatori sportivi, armatori e addetti ai lavori sono coinvolti in tutta Italia in azioni di vario genere
per identificare, registrare e raccogliere rifiuti provenienti dal mare.
“Stiamo assistendo ad una mobilitazione sempre maggiore sia di enti che di associazioni nell’ambito della
pulizia marina” spiega l’Ing. De Bernardi partner del progetto Clean Sea Life – “ma è di fondamentale
importanza che ogni cittadino si accorga che ancora oggi ogni suo comportamento rischia di provocare un
ulteriore danno ai nostri bacini marini. Solo per esempio ormai è noto che la presenza di microplastiche in molti
tessuti di uso comune, nei cosmetici, piuttosto che derivanti dalla scomposizione delle plastiche sta continuando
a riempire i nostri mari e vengono assimilati dalla fauna marina”.
Non si tratta quindi solo di enunciazioni o teoria ma anche di interventi operativi di sensibilizzazione, di
sostenibilità e di buona pratiche per la riduzione delle plastiche in mare.
L’esperienza velica diventa così uno strumento di responsabilità sociale e ambientale ed è l’obiettivo che il
Centro Velico Caprera si è posto già nel 2017, in occasione del suo 50esimo anniversario. Mantenendo il
dibattito su un piano d’eccellenza, l’associazione promuove un ricco programma di progetti che si concentrano
soprattutto nei mesi estivi, di approfondimenti scientifici ed esperienze a bordo, come il Corso di Navigazione,
Ambiente e Cultura, per citare una delle attività.
In quest’ultimo contesto, ai partecipanti è offerta l’occasione unica di godere del fascino della natura
incontaminata dell’Arcipelago di La Maddalena e della vicina Corsica, di svolgere attività di monitoraggio delle
acque di quello che è considerato il Santuario dei cetacei, di scoprire la storia che accompagna questi luoghi.
“Il Corso di Navigazione, Ambiente e Cultura si colloca all’interno di un piano di sviluppo del Centro Velico
Caprera che mi vede coinvolto da poche settimane” dichiara il neo Segretario Generale Ing. Enrico Bertacchi –
“L’obiettivo è quello di offrire un portafogli corsi che sia il più possibile aderente alle necessità e alle ambizioni di
tutti gli amanti del mare e della Vela. Oggi le offerte sul mercato sono veramente tante ma poche riescono a
concentrare competenze nautiche e marinare, location, esperienza di vita come il Centro Velico Caprera che ha
chiuso il 2017 con oltre 3000 Allievi, 360 settimane di corso e circa 400 Istruttori volontari che hanno partecipato
da aprile a ottobre all’attività didattica. Può vantare oltre 120mila allievi che in 50 anni di attività hanno potuto
imparare l’arte della marina e della navigazione a vela”.

Nel nuovo Corso di Navigazione, Ambiente e Cultura quattro sono gli itinerari percorsi dal cabinato di 47 piedi,
con a bordo il naturalista Stefano Nannarelli che farà da “guida” alla scoperta o ri-scoperta del mare. La scelta
del percorso dipenderà dalle condizioni meteomarine ma questo non sarà un problema perché il perimetro di
navigazione si estende dall’Isola di Tavolara fino all’Isola dell’Asinara passando per le Bocche di Bonifacio e
potendosi spingere fino alla riserva naturale di Scandola, Baia d’Elbo e Girolata in Corsica. Uno specchio
acqueo molto ampio ricco di porti, cale naturali e ridossi dove poter navigare in tutta sicurezza con qualsiasi
condizione metereologica “Si tratta di un corso di sensibilizzazione e scoperta del mare – dice Nannarelli – in cui
sarà il mare stesso a decidere che tipo di situazioni ci troveremo ad affrontare. In generale però, visto che
frequenteremo per 8 settimane un tratto di mare abbastanza circoscritto, sarà senz'altro possibile svolgere
alcune attività di monitoraggio. Per esempio, considerato che la zona è quella del Santuario dei cetacei,
raccoglieremo dati sulle presenze e, attraverso la fotoidentificazione degli individui cercheremo di scoprire, nel
tempo, le abitudini delle specie che incontreremo. Ci interessa anche monitorare l’eventuale presenza di specie
aliene, o ancora, la valutazione della presenza di plastiche in mare, che pensiamo di realizzare calando un
retino da plancton in acqua per una o due ore al giorno. Gli allievi potranno scoprire e apprezzare le differenze
tra la fauna neritica, cioè quella sotto costa, e quella pelagica. Il tutto con un approccio empirico e orientato al
coinvolgimento degli allievi, senza eccessive pretese di scientificità: non dimentichiamoci che anche la parte di
didattica velica impegnerà a fondo gli allievi”.


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